LE MOSTRE DI ANDY WARHOL

Sono tante le mostre che fanno conoscere le prime opere di Andy Warhol al grande pubblico. La sua prima mostra personale viene organizzata nel 1952 a New York, presso la Hugo Gallery: l’esposizione di 15 disegni che sono liberamente ispirati ai racconti di Truman Capote. Da quel momento è un susseguirsi di mostre personali che iniziano nel 1954 con Londra e la Loft Gallery e culminano nel 1964 quando espone le sue opere a Parigi, nelle Galerie Sonnabend. Nel 1962 è la volta, invece, di Los Angeles dove espone le sue opere in una personale organizzata alla Galleria Ferus, animata da Muriel Latow. Era stata proprio la gallerista, qualche tempo prima, a proporre ad Andy Warhol di puntare su qualcosa di più popolare da ritrarre nei suoi dipinti. Nasce così la serie di dipinti Campbell’s che racchiudono forse la summa della sua filosofia: l’arte popolare (detta appunto Pop Art) che permette a chiunque, dal personaggio ricco e famoso fino al più povero degli americani, di usufruire degli stessi prodotti di largo consumo ma pure delle stesse forme d’arte. Un concetto di arte, quindi, che stravolge completamente quello che era stato fino a quel momento il concetto di bello, indissolubilmente legato a quello di esclusivo, e che rende Andy Warhol l’attuatore di una rivoluzione che cambierà per sempre il mondo dell’arte. La mostra di Los Angeles può essere considerata forse una delle ultime che si svolge sul territorio americano. Con la nascita delle Factory, infatti, Andy preferirà sempre di più utilizzare i suoi spazi espositivi per rendere ancora più popolare e alla portata di tutti le sue opere. Lo stesso accadrà per quanto riguarda le sculture, le opere d’arte in ambito musicale e soprattutto i suoi film per i quali sceglierà di realizzare proiezioni in alcuni cinema piuttosto che altri. C’è tutta una produzione, infine, che riguarda soprattutto i cortometraggi e i lungometraggi considerati più scandalosi che circolerà soltanto in alcuni ambienti e che sarà visibile al grande pubblico esclusivamente molti anni dopo la morte dell’artista americano.
Ancora oggi, però, sono tantissime le mostre che ogni anno si tengono per celebrare il genio e l’arte di Andy Warhol, padre della Pop Art. L’importanza di questo grande personaggio è enorme se si pensa che con le sue idee sull’arte ha influenzato artisti contemporanei di grande calibro come Agatha Ruiz de la Prada, di professione stilista, oppure il visionare regista Pedro Almodovar e, infine, la cantante Alaska che ha fatto delle influenze della Pop Art il suo cavallo di battaglia. In Italia l’ultima mostra famosa dedicata ad Andy Warhol è stata quella del 2017 che si è tenuta a Palermo e ha radunato 150 fra opere e oggetti appartenuti al grande artista. Nel 2018, invece, è stata la Spagna ad essere il palcoscenico di una mostra itinerante che ha coinvolto le città di Malaga, Barcellona e Madrid e celebra i nove giorni del 1983 durante i quali Warhol soggiornò proprio a Madrid. A testimonianza della grande arte trasversale di Andy, nel 2019 la mostra sull’artista che desterà più attenzione è sicuramente quella che il Vaticano sta organizzando in collaborazione con The Andy Warhol Museum e che metterà al centro della scena la produzione sacra dell’artista che fu anche un fervente credente. La mostra arriva esattamente 39 anni dopo quello che all’epoca fu considerato un evento incredibile, ossia l’incontro fra Andy e l’allora papa Giovanni Paolo II.
Andy Warhol resta uno degli artisti più rivoluzionari di tutto il panorama artistico mondiale ed è stato calcolato che al mondo, dopo Pablo Picasso, è quello che ha venduto più opere in assoluto. Proprio per questo ogni anno vengono organizzate moltissime mostre che si propongono di ripercorrere la carriera artistica di Andy Warhol a 360 gradi in qualsiasi parte del mondo.

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