LE OPERE DI ANDY WARHOL

Andy Warhol è stato un autore molto prolifico che nella sua vita ha attraversato diversi periodi e stili. Alcune delle sue opere sono rimaste nella storia come esempio di arte contemporanea eclettica ed eccentrica, celebre in tutto il mondo. Fra tante opere meravigliose è davvero difficile riuscire a dire quali siano state quelle più celebri e apprezzate sia dal pubblico che dalla critica ed è molto più facile elencare quelle che ancora oggi hanno fama in tutto il mondo.
Fra le opere pittoriche e serigrafiche di Andy Warhol celebri restano i ritratti di personaggi famosi che ha immortalato durante la sua carriera. In particolare è molto famoso il ritratto di Marilyn Monroe ma anche quello di Che Guevara. Celebre anche la rassegna di ritratti che Andy dedicò ai regnanti più potenti del mondo ritraendo pure la regina Elisabetta di Inghilterra, Diana Spencer, Margherita II di Danimarca solo per citarne alcuni. Sicuramente, però, Andy Warhol è ricordato anche per due aspetti molto singolari della sua arte. Il primo è relativo al fatto che ritraesse infinite volte lo stesso soggetto nei suoi quadri. Le tele erano ripetute all’infinito mentre quello che cambiava era la dimensione della tela, i colori, le tonalità che comunque erano sempre molto sgargianti. Il secondo elemento è rappresentato dal fatto di inserire all’interno delle sue opere i grandi marchi pubblicitari dei prodotti di largo consumo. Grazie ad Andy Warhol, infatti, diventano celebri brand come la Coca Cola oppure Campbell’s Soup, la famosa zuppa americana che diventa una delle grandi protagoniste della sua arte. Nulla della realtà, contemporanea o del passato, sfugge al suo sguardo geniale e al suo processo di trasformazione. Anche grandi classici come le opere di Leonardo sono oggetto di rappresentazione: il celebre dipinto l’Ultima Cena leonardiana diventa per Andy Last Supper ed è subito mito. Nonostante la crocifissione da parte dei media che lo accusano di rendere troppo popolare l’arte, Andy Warhol può essere sicuramente definito il fondatore della Pop Art, colui che ha rivoluzionato il concetto di arte e di bello. I dipinti e l’arte pittorica – o serigrafica – non sono l’unico campo nel quale si cimenta il genio dell’arte di Andy Warhol. Un’ampia produzione la ebbe anche nel campo della scultura, senza tradire il suo soggetto preferito, ossia i prodotti di largo consumo e i marchi commerciali. Molte le sue sculture che riproducono il fustino del detersivo Brillo o le scatole di zuppa americana. Un’evoluzione nell’arte di Andy Warhol si ha quando si avvicina all’arte cinematografica. È il 1963 quando Andy acquista una macchina da presa Bolex 16mm e inizia a filmare tutto quello che lo circonda. Le prime riprese sono convulse e senza un soggetto particolare ma a poco a poco Warhol riesce a creare un suo stile molto personale pure per quanto riguarda le riprese cinematografiche. Arrivano quindi i primi lungometraggi ma anche un progetto che prende vita all’interno delle sue Factory. Qui, infatti, chiede a tutti coloro che a vario titolo frequentano le sue accademie di posare per tre minuti davanti alla telecamera accesa, con uno sfondo nero alle spalle e lo sguardo completamente immobile. Da questo progetto visivo nascono anche quelli che forse possono essere considerati i suoi ritratti più belli. Questa galleria di lavori, conosciuta come screen test, ritrae moltissimi personaggi famosi fra i quali si possono annoverare pure star del calibro di Salvador Dalí, Yōko Ono, Mick Jagger, Bob Dylan, Marisa Berenson, Lou Reed, Donovan, John Lennon, Mao Tse Tung, Muhammad Alì e molti altri ancora. Fra questi ritratti visivi di personaggi famosi si possono poi anche notare quelli di perfetti conosciuti che, in questo modo, venivano paragonati a coloro che erano conosciuti dal grande pubblico. L’obiettivo di Andy Warhol era infatti che ognuno potesse vivere nella vita i suoi tre minuti di celebrità: questa affermazione, diventata poi molto celebre, racchiude forse tutta l’arte e la filosofia dell’Andy Warhol artista a tutto tondo. Con questo stesso metodo di ripresa Andy realizza anche una delle opere forse più controverse della sua produzione con il titolo Blow Job. Il cortometraggio è composto dalle riprese video del volto di un uomo al quale viene praticata una fallatio: il filmato dura 35 minuti ma creano una scandalo senza precedenti nel mondo dell’arte newyorchese e mettono alla gogna gli ambienti omosessuali e artistici dei quali Andy fa pienamente parte, pur essendo un cattolico fervente e praticante.
Andy Warhol è stato anche un grande mecenate e con la sua attività ha contribuito a far emergere grandi talenti che altrimenti sarebbero rimasti nascosti. Le sue Factory, infatti, nascono proprio con l’intento di creare un ambiente favorevole allo sviluppo artistico di chi era dotato ma privo di mezzi per poter tentare la carriera artistica. Fra i personaggi famosi che a vario titolo trascorrono un periodo più o meno lungo all’interno delle Factory di Warhol abbiamo lo street artist Keith Haring, l’italiano Francesco Clemente e Jean-Michel Basquiat.

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